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"Intervenga l'Europa". S.O.S. di Budapest contro i fanghi tossici

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"Intervenga l'Europa". S.O.S. di Budapest contro i fanghi tossici

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Contro il propagarsi della catastrofe, Budapest chiama Bruxelles. Desolante lo scenario che i fanghi tossici hanno già lasciato dietro di sé sul fiume Marcal: una moria di flora e fauna che l’Ungheria spera di contenere, invocando il sostegno della Protezione civile europea. Misura suggerita anche dalla portata internazionale, che la contaminazione del Danubio rischia di conferire all’incidente di lunedì.

Riversatisi nelle acque da una fabbrica di alluminio di Kolontar, nell’ovest del Paese, i fanghi corrosivi allarmano ora anche le vicine Serbia e Croazia.

Mentre le autorità di entrambe rassicurano, escludendo al momento la contaminazione delle proprie acque, l’Ungheria piange le sue quattro vittime e corre ai ripari come può: diluendo i fanghi per ridurne la tossicità, improvvisando argini allo scopo di frenarne la corsa, ma anche affidandosi alla solidarietà di molti per una provvidenziale doccia a cani, pecore e altri animali investiti dalla marea rossa.