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Il Kirghistan verso le elezioni, si temono nuove violenze

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Il Kirghistan verso le elezioni, si temono nuove violenze

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Il Kirghistan vota domenica sotto il peso dello spettro di nuove violenze. Le elezioni legislative saranno l’ultimo passo del Paese verso la democrazia parlamentare dopo la riforma costituzionale di giugno.

Favoriti i partiti Ata-Meken, sostenitore del governo ad interim di Rosa Otumbayeva, e il partito socialdemocratico, dell’ex premier Almazbek Atambaiev.

Oppositori di Korumanbek Bakiyev, spodestato ad aprile, hanno bruciato le bandiere del partito Ata-Zhurt, che sostiene l’ex capo di Stato, in lizza per queste elezioni assieme ad altre 28 formazioni.

Un segno che le tensioni sono ancora forti, quattro mesi dopo gli scontri tra kirghisi e uzbeki nel sud dove questi ultimi, minoranza nel Paese, rappresentano la metà della popolazione. Fra 400 e duemila i morti secondo diverse fonti.

Il presidente Otumbayeva ritiene che le elezioni riappacificheranno il Paese. Ma la principale preoccupazione degli uzbeki nel sud è la ricostruzione, gli abitanti di Osh denunciano l’assenza delle autorità ad interim.“I kirghisi non ci hanno aiutato, non sono stati qui”, afferma una donna. “Rosa Otunbayeva non è stata qui, il sindaco non è stato qui, non hanno fatto nulla per aiutarci”.

Nei quartieri uzbeki la campagna elettorale è stata quasi inesistente e molti hanno deciso di andare a tentar fortuna altrove, soprattutto in Russia.