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Bruxelles, teso il vertice tra Ue e Cina

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Bruxelles, teso il vertice tra Ue e Cina

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È stato un vertice teso quello conclusosi a Bruxelles tra Unione Europea e Cina. Al centro delle divergenze, lo yuan. I paesi europei hanno risollecitato Pechino a rivalutare la moneta. Sospettano che il tasso di cambio sia tenuto basso per favorire le esportazioni di prodotti. Ma il premier cinese Wen Jiabao ha chiesto di smetterla con simili pressioni, mettendo in guardia sull’instabilità provocata da rivalutazioni troppo brusche.

“L’Unione Europea non ha una partnership strategica con la Cina, come invece gli Stati Uniti” commenta Daniel Gros, del Centre for European Policy Studies. “I cinesi la considerano come un bel mercato di grandi dimensioni, ma non qualcosa di politicamente importante per loro”.

Le pratiche commerciali cinesi sono state un altro punto di tensione con Bruxelles: l’Unione chiede a Pechino di rispettare le regole internazionali sui diritti di proprietà intellettuale e di fermare le esportazioni di merce contraffatta.

“È stato un vertice veramente difficile” commenta il corrispondente di euronews da Bruxelles Sergio Cantone. “I cinesi hanno respinto tutti i tentativi europei di convincerli a rivalutare la loro moneta nazionale. Si è concluso anche con un piccolo enigma: non c‘è stata la classica conferenza stampa finale delle due delegazioni. Il motivo ufficiale è che non c’era tempo. Ma secondo fonti giornalistiche indipendenti cinesi la vera ragione sarebbe che la delegazione cinese non era pronta a rispondere a delle domande che avrebbero potuto essere poste nella sala stampa da giornalisti scomodi”.