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Afghanistan in cerca di conciliazione

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Afghanistan in cerca di conciliazione

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Karzai porge un nuovo ramoscello d’ulivo ai Taleban, mentre la stampa internazionale svela che Kabul e Washington stanno avendo colloqui segreti con gli insorti.

Nel giorno in cui il conflitto entra nel suo decimo anno, il presidente afgano ha inaugurato l’Alto consiglio per la pace, l’organismo creato per cercare la conciliazione con i Taleban che accettassero di deporre le armi in cambio di soldi e di un lavoro.

L’obiettivo è trovare una via d’uscita a un conflitto rimasto impantanato nonostante il numero dei soldati delle forze internazionali sia decuplicato rispetto a nove anni fa. Negli ultimi tre anni gli insorti hanno guadagnato terreno, anziché perdere forza. E il numero di vittime fra i soldati occidentali ha avuto un’impennata, raggiungendo il culmine quest’estate.

Dice Matthew Crawford, dei servizi segreti Usa: “Negli ultimi due anni i Taleban non hanno avuto nessun motivo di nascondersi. Non si fanno problemi a farsi vedere alla luce del sole”.

E a quanto pare non hanno nemmeno problemi a reclutare adepti. Nelle madrasse ci sarebbero migliaia di aspiranti jihadisti. Secondo gli esperti i ribelli sono in grado di continuare questo tipo di guerra indefinitamente, fintanto che i capi sono al sicuro. Cioè, protetti dagli alleati stessi degli Usa, spiega l’analista afgano Harron Mir: “In un tipo di insurrezione come quella attuale in Afghanistan, finché i Taleban hanno i loro leader al riparo, in santuari all’interno del Pakistan, che ricevono sostegno finanziario e logistico, e possono muoversi liberamente in Pakistan, è molto difficile sconfiggerli solo uccidendo soldati semplici fra i combattenti Taleban”.

La via della conciliazione sembra convincere anche la popolazione, ormai stanca di un conflitto percepito come qualcosa di imposto dall’esterno, per difendere interessi che non sono i suoi. E Karzai preferirebbe certo evitare di trovarsi i Taleban contro, una volta che se ne saranno andati gli americani. Se non puoi combatterli, fatteli amici.