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Ungheria: rabbia e disperazione tra gli abitanti delle zone sinistrate

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Ungheria: rabbia e disperazione tra gli abitanti delle zone sinistrate

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Con il fango tossico fino alle ginocchia.
Gli abitanti dei villaggi vicini alla fabbrica d’alluminio di Ajka sono sprofondati in un incubo.

Il liquame rossastro sta uccidendo animali e distrugge la flora ed è altamente corrosivo

“Credo proprio che qui nei prossimo anni non vedremo piu ne animali ne altre forme di vita” spiega un anziano redidente di Kolontar.

Molti degli abitanti della zona colpita sono stati evacuati. Balatzs Felzer è rimasto per tentare di recuperare qualcosa dalla casa che era riuscito a costruire soltanto tre anni fa:

“Mia moglie – spiega – ha le gambe bruciate dagli acidi bloccata su un letto d’ospedale e mio figlio non vuole staccarsi da lei. E’ disperato. Ha solo 3 anni e non capisce cosa è successo”

Una regione tranquilla, con una popolazione prevalemntemente contadina ridotta a una no man’s land sinistrata.
“Vogliamo andare via. Questo era un bel posto prima. Un posto tranquillo. La mia vita è rovinata” sbotta in lacrime una signora davanti alla propria casa semidistrutta.

Le autorità hanno aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità di quanto accaduto.
Nello stabilimento ora si lavora per riparare la falla che ha permesso la fuoriuscita di tonnellate di liquidi tossici. Un operazione non facile che forse prenderà giorni