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Fanghi tossici Ungheria, Philip Weller: "Bisogna investire di più nella prevenzione"

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Fanghi tossici Ungheria, Philip Weller: "Bisogna investire di più nella prevenzione"

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Fanghi tossici in Ungheria: cosa succederebbe se le autorità non riuscissero a impedirne la diffusione nel Danubio? Cosa si può fare per evitare che incidenti simili si ripetano? euronews ha rivolto queste e altre domande a Philip Weller, segretario esecutivo della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Danubio (ICPDR).

Johannes Bahrke – euronews:
“In Ungheria la pioggia sta accellerando la diffusione di sostanze tossiche nei fiumi. Da Bruxelles è collegato con noi Philip Weller, segretario esecutivo della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Danubio. Signor Weller, cosa devono fare le autorità per prevenire la diffusione di tali sostanze nel Danubio?”

Philip Weller, segretario esecutivo ICPDR:
“È molto importante che il fango e le sostanze tossiche non si diffondano in grandi fiumi come il Danubio. Per il momento sono in un affluente e le autorità ungheresi stanno cercando di impedire loro di entrare nel fiume, dove potrebbero sconfinare”.

euronews:
“Che cosa succederebbe se le autorità non riuscissero a fermarli? Quali sarebbero le conseguenze nel delta del Danubio?”

Philip Weller:
“Le conseguenze sarebbero probabilmente pesanti: i pesci morirebbero, l’ambiente circostante sarebbe contaminato. A lungo termine ci sarebbero ancora pesci nelle acque del Danubio, ma potrebbero contenere metalli pesanti e sostanze chimiche che non dovrebbero essere presenti negli animali e nelll’ambiente in quantità cosi elevate. Le autorità ungheresi stanno cercando di impedire tutto ciò”.

euronews:
“Dieci anni fa parti del Danubio sono state contantaminate dopo un incidente in Romania. Che cosa si è imparato da allora?”

Philip Weller:
“Si è imparato molto. La Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Danubio ha installato un sistema d’allarme che avverte le città lungo il fiume. Ha funzionato bene questa volta. Abbiamo anche ammodernato i depositi di liquami, in particolare si è molto investito in Romania, dove si è verificato il grosso incidente di Baia Mare. Ma in generale è importante che si investa di più nella prevenzione, che negli interventi successivi a una catastrofe”.

euronews:
“Per essere un po’ più precisi: come si può evitare che le sostanze tossiche entrino nei fiumi?”

Philip Weller:
“In genere è importante che non siano vicini. In questo caso, ci saranno delle indagini per capire come mai sono state depositate accanto a fiumi e centri abitati. Una delle lezioni apprese dall’incidente di Baia Mare è che le sostanze tossiche non vanno tenute in vasche di questo tipo perché quest’ultime possono cedere e il materiale diperdersi. Dobbiamo sempre far sì che tali sostanze chimiche non siano conservate in depositi all’aperto a contatto con la natura”.