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Lo yuan protagonista del vertice Ue-Asia

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Lo yuan protagonista del vertice Ue-Asia

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La terza guerra mondiale rischia di essere una “guerra delle valute”. È il timore degli europei, che, alla vigilia del vertice con la Cina, hanno fatto pressione su Pechino perché rivaluti lo yuan. Da giugno la moneta cinese si è sì apprezzata del 2,15 per cento rispetto al dollaro, ma si è svalutata del 9,4 per cento contro l’euro. Una pessima notizia per le esportazioni dell’eurozona. Anche perché l’Europa sembra essere l’unica potenza a non disporre di meccanismi per svalutare la propria moneta.

Jean -Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, ha riassunto così il problema: “Noi siamo convinti che la riuscita della ripresa europea debba interessare anche la Cina. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni riguardo recenti dichiarazioni sulle speculazioni a proposito della possibilità di una guerra delle valute. Un’eventualità del genere sarebbe tanto distruttiva quanto qualunque forma di protezionismo commerciale”.

Il confronto Europa-Cina ha dominato l’ottavo vertice di Unione europea e Asia, l’Asem, tenutosi lunedì e martedì a Bruxelles. I 46 paesi presenti hanno invece appena sfiorato la questione dei diritti umani e, per quanto riguarda il problema dei cambiamenti climatici, si sono limitati a dichiarare l’urgenza di un accordo globale vincolante sulle emissioni dei gas serra, a due mesi dalla conferenza Onu di Cancun. Il testo approvato, però, non impone scadenze.