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Profanata moschea in Cisgiordania: palestinesi accusano coloni

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Profanata moschea in Cisgiordania: palestinesi accusano coloni

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Fiamme in una moschea di un villaggio cisgiordano. Fonti palestinesi ne attribuiscono la respondabilità a un gruppo di coloni israeliani. La profanazione si è verificata a Beit Fajar, vicino a Betlemme. Diversi uomini, secondo testimoni locali, si sarebbero introdotti nella notte di questo lunedì nell’edificio religioso, appiccando il fuoco, che, tra i vari danni, ha distrutto alcuni tappeti e copie del Corano.

“Non è la prima volta che i coloni bruciano una moschea. Tutto è cominciato quando hanno dato fuoco a quella di al-Aqsa nel 1969 e continua ancora” commenta Muhammad Ayash, responsabile degli edifici religiosi musulmani nel distretto di Betlemme.

Un portavoce dell’esercito israeliano ha definito l’episodio “molto grave’‘ e ha confermato che è stata avviata un’inchiesta. “Abbiamo creato un team guidato dalla polizia di Giudea e Samaria – ha spiegato Avital Leibowitz – al fine di indagare sull’episodio e accertare la dinamica dei fatti”.

Da giorni si avverte in Cisgiordania una crescente tensione fra coloni e abitanti palestinesi. L’episodio coincide con gli sforzi statunitensi di salvare i colloqui di pace tra Israele e Anp incagliatisi sulla controversia relativa alla costruzione di nuovi insediamenti.