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Silva, amazzone dell'ambiente

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Silva, amazzone dell'ambiente

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Nomen omen. Marina Silva non poteva che occuparsi di natura, ecologia, ambiente, della sua Amazzonia. A 52 anni, la sua apparenza fragile, dovuta alle numerose malattie tropicali contratte, nasconde una volontà di ferro.

La candidata dei Verdi, ex ministro dell’ambiente di Lula, è nata da una famiglia povera in una piantagione di caucciù nello stato dell’Acre, ed è stata analfabeta fino all’età di 16 anni.

L’analista Ricardo Ismael commenta: “Marina è riuscita poco a poco a superare queste difficoltà naturali, tipiche di qualcuno che viene da uno stato piccolo come quello di Acre. Ha avuto un percorso straordinario, nel senso che è stata sempre legata ai sindacati degli estrattori di caucciù, ed è anche sempre stata molto vicina a Chico Mendes”.

È accanto al celebre militante sindacale ucciso nel 1988, che Marina muove i primi passi della sua carriera politica. Il suo obiettivo: alleare difesa dell’ambiente e sviluppo economico. La sua ambizione: fare del Brasile un esempio di economia verde.

Senatrice dal 1995, è stata cinque anni nel governo Lula, prima di uscirne, nel 2008, stanca dei continui scontri con i ministri favorevoli ai grandi lavori di sviluppo delle infrastrutture in Amazzonia, sostenuti dalla lobby dell’agro-business.

Fedele ai suoi principi, anche i suoi spot sono più brevi di quelli degli altri aspiranti presidenti.