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Test sifilide: scuse degli Usa al Guatemala

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Test sifilide: scuse degli Usa al Guatemala

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Hillary Clinton chiede scusa al Guatemala per il programma statunitense che sessant’anni fa infettò centinaia di persone per testare l’efficacia della penicillina contro sifilide e altre malattie veneree.

Le scuse non bastano, ribatte il presidente Alvaro Colom: “Ciò che accadde in quel tempo e sotto quelle autorità è un crimine contro l’umanità e ovviamente il governo guatemalteco si riserva il diritto di procedere per vie legali”.

Il presidente preannuncia un’inchiesta approfondita sull’accaduto e l’eventuale richiesta risarcimenti agli Stati Uniti.

“Non è normale che accadano queste cose”, commenta un guatemalteco, “È un vero abuso perché loro sono una potenza mondiale e approfittano di paesi poveri e con poche risorse per portare avanti i loro esperimenti”.

“Sono contro gli abusi”, aggiunge un altro cittadino, “ciò dimostra che sono solo una banda di zotici maleducati. Io mi preoccupo solo del mio paese”.

Millecinquecento le persone coinvolte nei test alla fine degli anni ’40: prostitute, malati mentali, carcerati, soldati e gente comune.

Disinformati, non curati. Lo stesso accadde a centinaia di neri americani, usati dagli anni ’30 in poi per studiare il decorso della sifilide. Un caso per cui toccò a Bill Clinton chiedere scusa.