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Andrus Ansip: "L'euro aiuterà la nostra economia e il commercio con l'estero"

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Andrus Ansip: "L'euro aiuterà la nostra economia e il commercio con l'estero"

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Il primo ministro estone, il liberale Andrus Ansip, guida una coalizione di governo con i conservatori. Con Ansip il paese attraverso le acque agitate della crisi finanziaria approndando al porto sicuro dell’eurozona. Oggi 16 Paesi usano l’euro. Il primo gennaio del 2011, l’Estonia l’adotterà ufficialmente. Quali sfide, quali problemi, quali aspettative ha l’Estonia. Il primo ministro ha risposto alle domande dell’inviato speciale di euronews HAns Von der Brelie.

Hans Von der Brelie, euronews
-Adotterete presto l’euro, mentre altri Paesi dell’Europa centrale e dell’Europa dell’Est vorrebbero postporre questo momento. Perché tanta fretta?

Andrus Ansip, primo ministro estone:
“Crediamo che l’euro sarà un forte sostegno per il nostro commercio con gli altri stati membri.
Il 70% delle nostre esportazioni sono dirette verso altri sttai membri.
L’euro sosterrà il commercio. La divisa unica renderà l’Estonia più attraente per gli investimenti stranieri. Il 70% degli investimenti diretti ci arrivano dagli stati vicini: da Svezia, Finlandia e chi investe non può dare fiducia alle piccole monete nazionali. Si ha più fiducia nell’euro”.

-Per preparare il suo Paese all’euro, ha varato misure molto rigide. Stando alle cifre, il 20% della popolazione è povera o addirittura molto povera. Non è forse un prezzo troppo alto da pagare per la divisa unica?

“Dobbiamo andare avanti con una politica fiscale rigida. Il prezzo da pagare sarebbe alto se il deficit fosse veramente alto, perché il costo del denaro oggi è piuttosto alto per quei paesi come Grecia dove il deficit è alto. L’Estonia si è presentata preparata di fronte alla crisi. Nel corso degli anni precedenti, abbiamo accresciuto le nostre riserve. Rimborsavamo il debito pubblico, oggi stimiamo che le nostre riserve siano pari al 10% del Pil e che il debito pubblico sia il più basso della zona euro, pari al 7,2%”.

-Dando uno sguardo alla città possiamo vedere un vicino, un vicino dell’Unione europea che è la Russia. L’Unione fatica a definire una politica chiara nei confronti della Russia. Che tipo di input dà l’Estonia, che tipo di relazione dovrebbe avere l’Unione europea con la Russia?

“La Russia vorrebbe l’abolizione del visto per circolare in tutta l’Unione europea, ma deve dapprima rispettare alcuni criteri.

-Quali?

“Devono rimpatriare tutte quelle persone che si spostavano illegalmente all’estero. Devono dare a tutti i cittadini un passaporto per viaggiare. Oggi non è il caso e di contro penso che non sia normale che i cittadini europei, quando si recano in Russia, debbano registrarsi nelle città della Federazione”.

- Quasi un terzo della popolazione in Estonia è di madre lingua russa: perché non si accetta il russo come seconda lingua? Sarebbe un modo per allentare la tensione, oggi vediamo che ci sono forti tensioni tra la comunità russofona e quella che parla l’estone.

“La nostra lingua nazionale è l’estone e tutti devono imparare questa lingua”.

-Parlando con gli estoni di lingua russa o con i russi residenti in Estonia, ho sentito forti critiche, dicono di vivere una sorta di apartheid…..

“Non penso sia vero”.

-Perché? Dicono: abbiamo problemi a trovare lavoro, a avere un passaporto…

“Siamo in piena crisi non è facile trovare un lavoro. A Londra, New York, Pechino, è difficile ovunque……”