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Lessa: "Voto Serra contro la Banca centrale"

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Lessa: "Voto Serra contro la Banca centrale"

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L’esperto d’economia Carlos Lessa si trova a Rio de Janeiro. È stato presidente della Banca di Sviluppo brasiliana e professore universitario dei due candidati alla presidenza.

Miguel Sardo, euronews:
Professore, perché ha deciso di appoggiare José Serra e non Dilma, benché quest’ultima garantisca la continuità dell’attuale politica economica il cui successo appare evidente?

Carlos Lessa, esperto d’economia:
Sostanzialmente perché mi oppongo al mantenimento della politica della Banca centrale, e Dilma ha garantito il mantenimento dell’attuale presidente dell’istituto e della sua politica attuale.

euronews:
E perché questa questione è così determinante nella sua scelta?

Carlos Lessa:
Molto brevemente: lo Yuan cinese si è rivalutato solo del tre per cento rispetto al dollaro. Sa qual è la moneta che si è rivalutata di più rispetto al dollaro nel mondo? È il real. Questo vuol dire che il Brasile sta perdendo il suo ruolo di paese esportatore di prodotti industriali e sta ridiventando sostanzialmente un fornitore di materie prime.

euronews:
Professore, più in generale, ci sono reali differenze fra le proposte economiche dei due candidati, considerato anche che l’economia non è stato il tema centrale di questa campagna?

Carlos Lessa:
No. La mia analisi è che il prestigio del presidente Lula è enorme, ha quasi l’80 per cento dei consensi. Sia la candidata del governo che il candidato dell’opposizione, Serra, cercano di preservare la figura del presidente. Di conseguenza il dibattito si concentra su chi dei due sia il più competente, più che sui loro programmi.

euronews:
Globalmente, quali saranno le priorità del prossimo presidente? Per esempio, si parla molto di un problema che bisognerà gestire sul breve termine, la questione dell’inflazione, sottolineata anche da lei. La rivalutazione del real può penalizzare le esportazioni del paese. Che cosa propone ciascuno dei candidati per risolvere questa situazione?

Carlos Lessa:
Il Brasile ha già avuto cinquant’anni di crescita al 7 per cento del pil all’anno. Negli ultimi 25 anni la crescita è stata del 2,3 per cento. Adesso, durante gli anni di Lula, è migliorata un po’, è intorno al 3 per cento, ma è una crescita assolutamente mediocre. Quel che è fondamentale per questo paese è aumentare il tasso d’investimento, cioè il rapporto fra gli investimenti e il pil. Il tasso d’investimento in Brasile è molto, molto basso, al 18 per cento. Una cifra terribile. Avremmo bisogno almeno del 22 per cento per poter garantire una crescita del 5 per cento all’anno. Ma la politica della Banca centrale non lo consente. Io sto con Serra, perché sono convinto che se diventa presidente cambierà il capo della Banca centrale e quindi sarà cambiata anche la politica monetaria attuale.

euronews:
Parliamo un po’ di un altro tema importante. Ora che si parla anche del gigantismo del mercato interno brasiliano, e dell’importanza di perseguire le politiche sociali, crede che il nuovo ruolo internazionale del Brasile possa avere un qualche effetto negativo su queste misure sociali?

Carlos Lessa:
Non vedo ragione per cui questo debba accadere. Le misure sociali in Brasile sono purtroppo ancora molto, molto ridotte rispetto all’economia brasiliana. Di gigantesco in Brasile ci sono gli interessi passivi. Per farsi un’idea, della rendita nazionale brasiliana solo il 37 per cento deriva da rendimenti di lavoro, il restante 63 per cento deriva da altri rendimenti. Allora, questa politica dei tassi d’interesse molto alti in Brasile è una politica anti-inflazionistica efficace, ma ha un prezzo enorme, quello della stagnazione economica.