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Spagna in sciopero generale contro i tagli

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Spagna in sciopero generale contro i tagli

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E’ nella rete dei trasporti pubblici che si sono registrati i maggiori disagi per lo sciopero generale in Spagna.

Gli stessi manifestanti hanno usato mezzi alternativi, come le biciclette, per recarsi nei luoghi di raccolta. I treni non sono partiti, la metropolitana ha funzionato per metà e gli aeroporti hanno garantito servizi limitati.

La popolazione si è dimostrata divisa sull’accoglienza al primo sciopero generale proclamato in Spagna da 8 anni a questa parte.

“Ora potranno licenziare più facilmente – dice un passante a Madrid – e assumere con contratti meno favorevoli; gli stipendi stanno calando, la spesa pubblica sarà ridotta, i cittadini avranno meno soldi. Siamo tutti arrabbiati e vogliamo un cambiamento”.

“Il Parlamento – aggiunge un altro – ha approvato la riforma del mercato del lavoro, quindi lo sciopero è del tutto antidemocratico”.

Secondo i sindacati 10 milioni di lavoratori hanno aderito alla protesta. Resta da capire se il governo sarà convinto a cambiare il suo programma d’austerità.

“L’Unione generale dei lavoratori – dice un suo rappresentante – è certa che il governo farà marcia indietro, correggendo le pretese contenute nella legge finanziaria e nella riforma del mercato del lavoro. Tutti i governi hanno fatto marcia indietro dopo il primo sciopero generale”.

In diverse occasioni i manifestanti hanno cercato di far chiudere negozi e uffici.

“Nella capitale spagnola – afferma l’inviato di euronews Javier Villagarcia – si respira un mix di tensione e scetticismo. Tensione perché i picchetti cercano di coinvolgere tutti nella lotta contro la riforma voluta dal governo Zapatero. E scetticismo perché si riconosce che senza riforma non c‘è un altro modo per uscire dalla crisi”.