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Mosca. Finisce l'era Luzhkov. Il sindaco destituito

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Mosca. Finisce l'era Luzhkov. Il sindaco destituito

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Yuri Luzhkov aveva detto che non si sarebbe dimesso, così il presidente lo ha destituito. Dopo 18 anni il sindaco di Mosca ha perso il posto. La Costituzione russa consente il licenziamento di sindaci e governatori di regione nel caso in cui abbiano perso la fiducia del Cremlino. Il pretesto è stato un’inchiesta televisiva andata in onda ai primi di settembre che faceva i conti in tasca alla famiglia Luzhkov.

Nell’era Luzhkov Mosca ha cambiato volto: ovunque sono sorti grattacieli e palazzi, committente la municipalità ed esecutrice dei lavori sempre la Inteko, l’impresa edile della moglie di Luzhkov, Elena Batourina, che è diventata cosi’ la donna più ricca di Russia. Uno degli ultimi prestigiosi cantieri, la ricostruzione della cattedrale del Cristo Salvatore, che era stata distrutta dai bolscevichi.

Soldi e potere, un cocktail esplosivo che è stato tollerato dai moscoviti fino a quando, nei giorni della tragedia degli incendi, questa estate, il sindaco settantaquattrenne ha preferito restare nel suo chalet austriaco, invece di salire sul ponte di comando. Molti, comunque, ancora lo difendono:

“Secondo me, qualcuno che ha lavorato duro per così tanti anni, che ha fatto così tanto… buttarlo fuori in questo modo non è giusto” dice una passante. Ma un altro aggiunge:

“È stato un buon sindaco, ma forse vale la pena di cambiare, come per ogni cosa, c‘è bisogno di movimento”.

Le alte autorità si sono all’improvviso rese conto della corruzione che regnava a Mosca da quasi un ventennio? È più probabile che Luzhkov sia invece la vittima collaterale della guerra fra le due teste pensanti del paese in vista delle presidenziali del 2012.