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La caduta dell'ultimo zar di Mosca

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La caduta dell'ultimo zar di Mosca

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E cadde la testa con tutta la coppola. Lo zar di Mosca ha perso il braccio di ferro con il Cremlino, dopo 18 anni alla guida della capitale, dei suoi 10 milioni e mezzo di abitanti e di un’economia di oltre 200 miliardi di euro, corrispondente a un quarto del prodotto interno lordo del paese.

Iuri Luzhkov era uno degli ultimi signorotti locali investiti negli anni Novanta da Boris Ieltsin. Moscovita, nato nel 1936, membro del partito comunista dal 1968, viene nominato sindaco di Mosca dall’allora presidente nel 1992, in pieno caos post sovietico.

Lancia allora immediatamente una trsformazione radicale della città. La grigia capitale sovietica diventerà una vetrina scintillante del capitalismo alla russa. Ma anche un inferno di ingorghi stradali, d’inquinamento, e un ricettacolo della corruzione.

I sostenitori di Luzhkov amano ricordare la realizzazione di grandi opere come la tangenziale o la ricostruzione della cattedrale del Cristo Salvatore, distrutta dai bolscevichi. Ma il boom immobiliare ed economico del centro stona con la povertà delle periferie, e i suoi detrattrori lo accusano di sacrificare edifici storici per soddisfare i capricci delle società di costruzioni. Una delle quali, appartenente a sua moglie.

Yelèna Batùrina, in origine semplice dipendente del comune di Mosca, è oggi la donna più ricca di Russia, la terza al mondo. Inevitabili le accuse di nepotismo. La coppia, altrettanto inevitabilmente, nega.

Ma gli oppositori ci marciano. Ai primi di settembre le tv statali trasmettono un’inchiesta in cui il sindaco di Mosca è accusato di favoritismi nei confronti della consorte, di corruzione, e anche di aver fatto salvare le sue api durante gli incendi di quest’estate, mentre era in vacanza incurante della sorte dei suoi concittadini.

Nazionalista, ortodosso devoto, Luzhkov è un conservatore che non esita a definire “satanici” i cortei del gay-pride, da lui sistematicamente repressi, così come è repressa qualunque manifestazione organizzata dall’opposizione.

Dopo la sua nomina, è stato confermato dal voto tre volte. È stato Putin, nel 2004, a sferrare il primo colpo al suo regno, sopprimendo le elezioni per sindaci e governatori. Ma in questo momento il primo ministro si trova in una posizione delicata, a due anni dalle presidenziali, mentre Luzhkov raccoglie milioni di voti per il partito Russia Unita.

O raccoglieva. Perché i sondaggi mostrano che da qualche tempo lo zar di Mosca e i suoi sudditi non danzavano più allo stesso ritmo.