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Nuova Dehli tende la mano ai ribelli del Kashmir

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Nuova Dehli tende la mano ai ribelli del Kashmir

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Il governo indiano propone il dialogo agli indipendentisti del Kashmir. Con un programma in otto punti Nuova Dehli cerca di placare le violente proteste che negli ultimi mesi hanno causato centinaia di morti. Molti separatisi, però, considerano insufficienti le misure previste, volte ad allentare la stretta sulla sicurezza nel Kashmir indiano, a maggioranza musulmana.

Tra i provvedimenti adottati ci sono la liberazione immediata di tutti gli studenti e i giovani arrestati, e risarcimenti alle famiglie delle vittime – ha spiegato il ministro dell’Interno indiano Palaniappan Chidambaram. Ma soprattutto, una revisione della discussa legge che attribuisce ai militari poteri speciali in aree considerate a rischio, fonte, secondo i ribelli, di violazioni dei diritti umani su larga scala.

Un terzo del territorio del Kashmir è controllato dal Pakistan, il resto dall’India, che, per il controllo totale, hanno combattuto più di una guerra. Decine di migliaia di persone sono morte dagli anni Ottanta nella rivolta armata contro il governo di Nuova Dehli, ingaggiata con lo scopo di creare uno stato indipendente, o di fondersi con il Pakistan