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Ungheria: l'istruzione contro l'emarginazione rom

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Ungheria: l'istruzione contro l'emarginazione rom

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In Ungheria la condizione della minoranza rom è peculiare rispetto a quella di altri Paesi dell’Europa Centrale e Orientale. La peculiarità deriva innanzitutto dal tasso di crescita economica relativamente basso, rispetto a quello di altri Paesi ex-socialisti. Le difficoltà soprattutto di questi ultimi due anni hanno generato numerose occasioni di conflitto. I gitani, che rappresentano una cospicua minoranza di 700 mila anime su 10 milioni di abitanti, sono in concorrenza con il resto dei magiari sul mercato del lavoro. È una situazione non facile. I rom partono infatti svantaggiati a causa del loro scarso livello di istruzione. E anche perché nei momenti socialmente difficili la paura per il diverso cresce, probabilmente per l’atavico terrore che ci sottragga la pagnotta. Ciò ha provocato un terremoto politico con una forte impennata di Jobbik, l’estrema destra, che incalzando il partito conservatore Fidesz, attualmente al governo, lo ha spinto su posizioni di intransigenza nei confronti delle minoranze. Il programma dell’estrema destra ungherese è concentrato a rivedere tutti i piani di sostegno all’integrazione dei rom adottati dai precedenti governi. L’accusa principale mossa dall’estrema destra contro i gitani è di essere all’origine dei crimini commessi nel Paese, soprattutto nelle regioni del Nord-Est magiaro, dove il numero di rom è elevato e le condizioni economiche della popolazione in genere sono deteriorate fin dai tempi della caduta del sistema socialista vent’anni fa. Infatti molti rom rimpiangono il comunismo, alcuni di loro ricordano quell’epoca dicendo :” quando tutti avevano un lavoro e un tetto garantiti”. Il rischio è che, tra la diffidenza crescente della popolazione e l’incapacità (in alcuni casi) degli stessi rom di adattarsi, la spunti proprio chi crede nella cura estrema della segregazione, smontando i pochi pezzi d’integrazione messi assieme a fatica negli ultimi anni. Ma il tassello mancante è quello del sistema scolastico. I gitani in genere diffidano della pubblica istruzione a causa della sua mancanza di tolleranza del passato. Perdono così l’occasione di imboccare il cammino verso un’integrazione rapida. Abbiamo incontrato nel nostro viaggio due eccezioni. La prima è una ragazza, Vivien, brillante studentessa universitaria di giurisprudenza e storia dell’arte, che sogna un giorno di occuparsi di diritti civili. E l’altra è una scuola nell’ottavo distretto di Budapest, il quartiere gitano, dove ci sono classi miste con allievi delle etnie magiara e rom. Entrambi i casi dimostrano che le cose funzionano quando c’è l’accettazione della minoranza da parte delle istituzioni e quando la minoranza raccoglie le sfide positive lanciate dalla società, anche le più semplici, come ad esempio andare a scuola.