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Josè Manuel Durao Barroso: "Difficile ma non impossibile"

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Josè Manuel Durao Barroso: "Difficile ma non impossibile"

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A New York questa settimana le Nazioni Unite si sono riunite per discutere degli obiettivi del Millennio per lo sviluppo.

Il presidente della Commissione Europea Jose’ Manuel Durao Barroso ha messo sul tavolo un miliardo di euro per contribuire a raggiungere gli obiettivi di sviluppo e contro la poverta’.

Come spendere questo denaro e come evitare che finisca in mani corrotte sono alcune delle questioni che abbiamo affrontato in questa intervista.

Euronews:

L’Unione europea è il primo donatore in termini di aiuti allo sviluppo, ma molti paesi beneficiari si lamentano del fatto che questo denaro si perda nei rivoli della burocrazia, degli intermediari, degli appalti e dei subappalti. E’ vero? Come cambiare questa situazione?

Barroso:

“Noi sosteniamo decisamente la responsabilità congiunta per gli aiuti. E’ un obiettivo che vogliamo vedere realizzato. Così potremo insieme, la comunità dei donatori e le nazioni che ricevono, fare un bilancio accurato di come il denaro viene effettivamente speso”.

Euronews:

Oggi come oggi pochissimi paesi membri dell’unuione hanno ragiunto l’obiettivo di destinare lo 0,7 per cento agli aiuti. Realisticamente, ce la faranno per il 2015?

Barroso:

“E’ vero che c‘è ancora molto lavoro da fare per convincere gli stati membri e l’opinione pubblica. Certo in Europa sperimentiamo delle difficoltà, non ci sono dubbi, ma ci sono popolazioni nel mondo che non hanno abbastanza cibo, non hanno acqua pulita, che muoiono perchè non hanno alcuni farmaci di base poco costosi. Penso che da un punto di vista morale la lotta per gli obiettivi del millenio sia davvero necessaria. Ma posso dire a coloro che non sentono questa necessità con la stessa urgenza, che anche guardando solo agli interessi dell’Europa, è importante mantenere relazioni con i paesi in via di sviluppo, per creare nuovi mercati, e fare il bene dell’Europa”.

Euronews:

Lei ha parlato di etica e di responsabilità. Ci sono campagne per chiedere maggiore trasparenza, e per chiedere misure più restrittive sulle risorse naturali e minerarie europee. E’ d’accordo con queste richieste? Cosa farete, e quando?

Barroso:

“Di recente siano stati consultati a questo proposito e ho promesso che ci occuperemo della questione, in un comunicato che stiamo preparando per l’inizio del prossimo anno. Un comunicato sulla trasparenza generale delle nsotre attività. Stiamo già sostenendo anche finanziariamente l’iniziativa per una maggiore trasparenza dell’industria mineraria. Ma credo che possiamo e dobbiamo fare di più insieme agli altri paesi del mondo per aumentare il livello di trasparenza di tutte le azioni portate avanti nei paesi in via di sviluppo. E’ assolutamente necessario rendersi conto che il pubblico ha il diritto di sapere come le multinazionali dei paesi sviluppati si stanno comportando nei paesi poveri. Spesso si sente parlare di corruzione in Africa e altre parti del mondo. Ma perché ci sia corruzione bisogna essere in due. Uno corrottoe uno che corrompe”.

Euronews

Prendiamo la crisi economica, quale impatto ha avuto sugli aiuti ai paesi poveri, è un vero problema è una scusa per non pagare?

Barroso:

“C‘è una forte tentazione quando i bilanci nazionali sono sotto pressione come oggi. Ma sono orgoglioso del fatto che nonostante la difficile congiuntura gli stati membri hanno accettato di mantenere l’obiettivo dello 0.7% del pil entro il 2015, e di accordare la corsia preferenziale ai finanziamenti sul cambiamento climatico nei paesi emergenti. E ora mi hanno dato il via libera per annunciare questo miliardo di euro dell’Unione europea. Era già nelle previsioni finanziarie ma non avevamo ancora deciso come spenderlo e verso quali paesi dirigerci. Per essere molto chiaro, ci sono alcune esitazioni ma è giusto riconoscere che complessivamente c‘è stato un forte impegno da parte dell’Unione Europea”.

Euronews:

Quali sono gli ultimi aggiornamenti sul fronte della crisi economica?

Barroso:

“Stiamo meglio rispetto a un anno fa. Detto questo, non siamo ancora fuori dalla turbolenza. Sui mercati ci sono fattori di nervosismo. Per questo non èpossiamo mollare la presa. Sono convinto che dobbiamo mantenere gli obiettivi di consolidamento fiscale e riforme in Europa. Consolidamento perchè se i mercati non hanno fiducia negli stati questo naturalmente farà salire il costo del denaro, e il debito pubblico aumenterà di conseguenza. Il debito è un problema molto serio perché se gli stati spendono tanto denaro per pagare gli interessi sul debito, questo è denaro che non può essere speso nei servizi sociali, nell’educazione o nella sanità”.

Euronews:

“Quali impressioni ha avuto in questi giorni a New York, quali sono le sue conclusioni?”

Barroso:

“Le conclusioni sono abbastanza evidenti: ancora non ci siamo. Sarà molto difficile raggiungere gli obiettivi del Millennio. Ma resta possibile: se ci si mette entusiasmo, se si comprende l’urgenza della situazione drammatica in mote parti del pianeta.
Quindi credo che sia stato un inconto utile, ora vedremo se le parole saranno seguite dalle azioni”.