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Giappone libera ufficiale cinese per "ragion di Stato"

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Giappone libera ufficiale cinese per "ragion di Stato"

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La ragione di Stato ha prevalso, nel caso dell’ufficiale della Marina commerciale cinese rilasciato dal Giappone che l’aveva arrestato l’8 settembre in acque contese. Nonostante che Tokyo avesse annunciato un processo secondo la legge giapponese, le pressioni di Pechino, importante partner commerciale, hanno avuto la meglio, come conferma il procuratore distrettuale Toru Suzuki.
“Dopo aver preso in considerazione le possibili conseguenze per il nostro Paese e il nostro popolo – ha detto – e come questo caso avrebbe potuto influire negativamente sulle relazioni sino-giapponesi, abbiamo deciso che non era appropriato continuare a trattenere il sospetto”.
L’arrestato era al comando di un peschereccio che si è scontrato con due motovedette della Guardia costiera giapponese nei pressi delle isole Senkaku-Diaoyu, controllate da Tokyo ma rivendicate da Cina e Taiwan.
Pechino aveva subito adottato rappresaglie politiche e commerciali, in un momento in cui la collaborazione tra i due Paesi è essenziale per le rispettive economie.
Contemporaneamente, sono state organizzate manifestazioni di piazza in diverse città cinesi per chiedere la liberazione dell’ufficiale arrestato.