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Narcos, giornalisti messicani chiedono asilo a Usa

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Narcos, giornalisti messicani chiedono asilo a Usa

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Il silenzio o la morte. Quattro giornalisti messicani rifiutano la legge dei narcos e chiedono asilo politico agli Stati Uniti dopo essere stati minacciati di morte. Una situazione insostenibile per chi esercita la professione nel Paese in preda alla guerra tra trafficanti. Da El Paso, oltre il confine messicano con gli Usa, in Texas, le loro testimonianze in conferenza stampa.

“Mi hanno minacciato, per telefono, dicendo che mi avrebbero bruciato vivo, nella mia auto. Il giorno in cui sono tornato dagli Stati Uniti hanno minacciato la mia famiglia dicendo che se continuavamo a denunciare la situazione sarebbe scorso altro sangue” racconta Ricardo Chavez.

“E’ avvilente, triste, una situazione deplorevole, sentirsi lontano dal proprio Paese, dalla famiglia che resta in Messico” dice Emilio Gutiérrez.

Tre giorni fa il quotidiano El Diario di Ciudad Juarez aveva lanciato un appello alle autorità e chiesto una tregua ai narcotrafficanti. L’ultimo omicidio che il quotidiano imputa al crimine organizzato è quello del fotografo Luis Carlos Santiago Orozco, giovedì scorso. Ultimo di una lista di 36 giornalisti uccisi negli ultimi 4 anni.