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L'ndrangheta non c'entra con il T4 di Gioia Tauro

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L'ndrangheta non c'entra con il T4 di Gioia Tauro

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Il T4 era destinato al Medio Oriente. La polizia italiana esclude che il carico di esplosivo fosse un’affare dell’ndrangheta. Quello effettuato martedì al porto di Gioia Tauro, in Calabria, è probabilmente il più importante sequestro mai fatto in Italia. La quantità non è stata confermata ufficialmente dalle forze dell’ordine, ma si tratterebbe di 7 tonnellate di T4, uno dei più potenti esplosivi al plastico.

“L’ndrangheta si occupa delle sue attività illecite, sappiamo benissimo in questo Paese che cosa sta combinando” ha detto il Questore di Reggio Calabria Carmelo Casabona. “Ma gestire una situazione di questo genere che ha comunque risvolti internazionali talmente grandi, talmente ad di fuori della portata locale, io penso che sia impensabile”.

La nave da trasporto ‘Finland’, battente bandiera liberiana, sarebbe partita da Bandar Abbas, in Iran, il 6 agosto. Dopo aver percorso i mari di mezza Europa, l’approdo in Italia, tappa intermedia prima della meta finale: la Sira. Nel sequestro avrebbe avuto un ruolo cruciale la collaborazione dell’intelligence israeliana.