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Islanda: no a una nuova guerra fredda sull'Artico

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Islanda: no a una nuova guerra fredda sull'Artico

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Sulla spartizione territoriale dell’Artico si scaldano gli animi. Il presidente islandese Olafur Rgnar Grimsson ha lanciato un appello a evitare una nuova guerra fredda. A Mosca è in corso un forum sull’Artico organizzato dalla Società Geografica Russa.

Lo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento climatico rende più accessibili le ricchezze minerarie e petrolifere presenti in questa zona e offre nuove possibilità al traffico commerciale marittimo, con rotte più corte per andare da un oceano all’altro.

I paesi che possono vantare una competenza territoriale affilano le armi. Si tratta di Norvegia, Stati Uniti, Canada, Danimarca e Russia. Solo alcuni hanno concluso accordi bilaterali. Gli ultimi: Russia e Norvegia che hanno firmato un’intesa la settimana scorsa:

“Difendiamo i nostri interessi nell’Artico con tutti gli strumenti consentiti dagli accordi internazionali – dice – il consigliere della presidenza russa per i mutamenti climatici Alexander Bedritsky – non credo che si arriverà a uno scontro”.

Intanto però tre anni fa la Russia ha inviato un batiscafo a piantare la bandiera nazionale sul fondale oceanico. Là si prolunga la loro terra ferma, dicono, e quindi la loro zona di competenza dovrebbe essere ampliata, cosa che, per esempio i canadesi, contestano con forza.