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"Finanziamenti innovativi" per sostenere lo sviluppo

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"Finanziamenti innovativi" per sostenere lo sviluppo

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Come conciliare lotta alla povertà e crisi economica? Da dove attingere i fondi necessari per realizzare gli obiettivi del Millennio per lo sviluppo? Nel tentativo di rispondere a queste domande, al vertice dell’Onu hanno cominciato a guadagnare terreno i cosiddetti “finanziamenti innovativi”.

A lanciare l’idea, il presidente francese Nicolas Sarkozy: “I finanziamenti innovativi. Tassare le transazioni finanziarie. Possiamo deciderlo qui. Perché aspettare?”

Un’idea che ha fatto adepti, come il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero, che ha ribadito: “Bisogna instaurare una tassa sulle transazioni finanziarie internazionali, destinata a realizzare gli obiettivi del Millennio”.

Ma i finanziamenti innovativi possono prendere anche altre forme, come tasse sul turismo, su internet, sulla telefonia mobile, o sui biglietti aerei. Quest’ultima esiste già in una dozzina di paesi. Anche in questo caso, all’origine c‘è stata la volontà politica di un presidente francese. Nel 2005 fu Jacques Chirac, ad annunciare: “Il vertice europeo di settembre dovrà segnare una nuova tappa nel finanziamento dello sviluppo, con il lancio di un primo prelievo internazionale di solidarietà sui biglietti aerei. Ho chiesto al governo di avviare le procedure necessarie per dare il via a un prelievo di questo tipo a partire dall’anno prossimo”.

La tassa consiste in una somma che va da 1 a 40 euro a passeggero, a seconda della destinazione e della classe scelta. In Francia, ha permesso di raccogliere 160 milioni di euro all’anno in aggiunta agli aiuti internazionali già previsti nel budget.

Ma una tassa sulle transazioni finanziarie sembra essere più complicata da mettere in pratica. I 27 paesi membri dell’Unione europea a giugno hanno concluso che fosse necessario trovare un accordo globale in seno al G20. E al G20 di Toronto Australia e Canada si sono opposte.

Per il ministro francese degli esteri Bernard Couchner toccherà a un gruppo di paesi “pionieri” aprire la strada agli altri.