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Strage in Germania. Torna la polemica sulle armi

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Strage in Germania. Torna la polemica sulle armi

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Si profila l’ipotesi del dramma familiare dietro alla morte di 4 persone nel Sud-Ovest della Germania. Ieri verso le 4 del pomeriggio l’esplosione e l’incendio in un appartamento antistante l’ospedale Santa Elisabetta di Lörrach. Una donna armata di un fucile esce in strada e si dirige verso l’ospedale. Fermata dalla polizia apre il fuoco. Un dipendente della struttura è la prima vittima. Uno degli agenti resta gravemente ferito prima che la polizia uccida la donna.

Nella casa andata in fiamme ci sono i cadaveri di un uomo sulla quarantina e di una bimba di 3 o 4 anni. Gli inquirenti hanno constatato la presenza di ferite d’arma da fuoco, dunque i due non sarebbero vittima delle fiamme.

La violenza esplosa a Lörrach, 50.000 abitanti, nel Baden-Würtemberg, ha risvegliato il ricordo della strage dell’anno scorso a Winnenden, stessa regione. Un diciassettenne aveva ucciso 15 persone prima di suicidarsi. E riesplode la polemica sulla relativa facilità con cui ci si può procurare un’arma nel Paese. A Stoccarda è in corso il processo al padre del giovane, accusato di negligenza nella custodia dell’arma usata dal figlio.