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Sfida ai taleban. L'Afghanistan verso il voto sotto minaccia

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Sfida ai taleban. L'Afghanistan verso il voto sotto minaccia

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Violenze. Brogli. Astensionismo. Conclusa la campagna elettorale, l’Afghanistan si avvicina alla prova del voto.

Un test di maturità, che a tre giorni dall’apertura delle urne coglie il paese ancora nel caos. Per molti, a Kabul, un motivo in più per sperare di voltare finalmente pagina.

“Ci stiamo preparando a questo appuntamento – dice un cittadino -. E’ nostro dovere andare a votare. Vogliamo che a vincere siano persone oneste, in grado di servire veramente il nostro paese”.

“È un’occasione rara per scrivere il nostro destino – conferma un altro -. Dobbiamo scegliere dei rappresentanti che ci salvino da questa situazione critica”.

E critica, la situazione, lo è soprattutto nelle aree del paese, dove più forte è l’influenza dei taleban. Minacce di morte ed eliminazione fisica dei candidati, gli strumenti utilizzati per ribadire l’appello a boicottare il voto.

“Eventuali attacchi nel giorno delle elezioni – mette in guardia il numero uno della polizia afgana, Haroon Mir – scoraggerebbero ulteriormente la gente dal correre il rischio recarsi alle urne. I candidati sono poi talmente tanti, che molti sono sconosciuti ai più”.

Quasi 2.500 quelli che, sotto lo sguardo di oltre 250.000 osservatori, si contenderanno i 249 seggi a disposizione. Una vera giungla di nomi, su cui molti cercano di svettare, ricorrendo alle più fantasiose iniziative di propaganda.