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Da Usa, toni duri contro Pechino per cambio yuan

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Da Usa, toni duri contro Pechino per cambio yuan

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Il segretario al Tesoro statunitense alza i toni contro il governo di Pechino, accusandolo di rallentare artificialmente il rafforzamento dello yuan, per avvantaggiare le imprese cinesi.

L’accusa non è nuova. A giugno, la decisione cinese di svincolare lo yuan da un tasso di cambio fisso con il dollaro aveva fatto sperare in una normalizzazione che a tutt’oggi, però, non è stata apprezzabile.

“Siamo preoccupati, come lo sono diversi partner commerciali della Cina, perché l’apprezzamento dello yuan è stato troppo lento e troppo limitato. Ne chiederemo conto alla Cina, nel nostro prossimo rapporto sul commercio estero. Stiamo esaminando una questione centrale, e cioè quali strumenti, tra quelli di cui disponiamo, e quali approcci multilaterali possano incoraggiare le autorità cinesi ad agire più velocemente”.

Timothy Geithner minaccia sanzioni contro la Cina che riscuoterebbero consenso negli Stati Uniti, ma che rischierebbero di innescare un pericoloso contenzioso con un importante alleato nella lotta alla proliferazione nucleare.