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Spari sui manifestanti. Ancora vittime in Kashmir


India

Spari sui manifestanti. Ancora vittime in Kashmir

Il coprifuoco nel Kashmir indiano non arresta le violenze. Almeno 3 i morti negli ultimi scontri fra manifestanti e forze dell’ordine, secondo alcune agenzie locali. La polizia ne ammette uno, sostenendo di aver sparato in risposta a un attacco della folla a Mendu, nella regione a maggioranza induista di Jammu. Decine i feriti.

Undici i giorni di mobilitazione proclamati dai separatisti islamici, che reclamano l’indipendenza dall’India. Proteste che il poi rientrato rogo del Corano negli Stati Uniti ha di recente trasformato in sommossa. Scontri e assalti a scuole cristiane, che soltanto lunedì hanno fatto 18 morti e oltre 40 feriti. Un’ottantina le vittime da giugno.

Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha lanciato un appello alla pace in Kashmir e annunciato la sua disponibilità al dialogo coi separatisti. A patto, però, che prima cessino le violenze.

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