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Russia e Norvegia, accordo sull'Artico

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Russia e Norvegia, accordo sull'Artico

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Il trattato dell’Artico mette fine a 40 anni di dispute di frontiera. Firmato a Murmansk tra Russia e Norvegia, stabilisce a chi appartengono gli enormi giacimenti di petrolio e gas che si trovano sotto l’oceano.

L’intesa mette ordine nelle rivendicazioni su una superficie di 175 mila chilometri quadrati e su riserve potenziali di 10 miliardi di barili di petrolio, ma non solo: in gioco c‘è anche lo sfruttamento economico di un’area, su cui insistono cinque Paesi confinanti, che con lo scioglimento dei ghiacci dovuto al surriscaldamento climatico diventerà sempre più ambita.

I russi ritengono di avere più diritti degli altri sull’oceano, perché il fondo marino fa parte della loro piattaforma continentale. Ma questa tesi viene contestata dagli altri Paesi sulla base del diritto internazionale.

“Il Canada sarà molto attivo nel difendere il suo territorio – dice il ministro degli esteri -. Prenderemo tutte le misure necessarie per questo”.

Approfittare del cambiamento climatico per sfruttare ancora di più le risorse del pianeta non sta bene agli ambientalisti, che hanno già annunciato per il 2 e 3 ottobre prossimi una grande manifestazione, proprio a Murmansk contro le attività economiche intraprese sull’Artico.