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Rom, la crisi tra Francia e Ue

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Rom, la crisi tra Francia e Ue

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I Rom rumeni e bulgari sono al centro di una crisi senza precedenti fra Parigi e la Commissione europea. Una crisi che covava sotto le ceneri fin da luglio, quando sono state annunciate le espulsioni di massa, ma che è esplosa questa settimana dopo la pubblicazione di una circolare del ministero francese dell’interno datata 5 agosto. Il testo impone ai prefetti l’evacuazione dei campi nomadi, riferendosi esplicitamente ai rom come prioritari.

Non è però quel che la Francia aveva detto al Commissario europeo alla giustizia e ai diritti fondamentali Viviane Reding il 31 agosto. In occasione di una riunione a Bruxelles il ministro francese dell’immigrazione Eric Besson e il segretario di Stato agli affari europei, Pierre Lellouche, avevano affermato che si trattava di espulsioni individuali.

Ora però i sospetti di discriminazione verso un’etnia particolare pesano come un macigno su Parigi. E la reazione dello stesso Besson alla pubblicazione della circolare non ha contribuito a migliorare la situazione: “È così, non ero al corrente dell’esistenza di questa circolare. Non lo dico per scagionarmi, è che non era destinata a me, per cui non ne sono stato informato. Ne ho avuto notizia da voi, dai giornalisti, questo weekend”.

E la stessa Reding ha probabilmente saputo del documento attraverso la stampa. Ieri il commissario ha alzato la voce e i toni, arrivando ad assimilare le espulsioni dei rom alle deportazioni naziste: “Personalmente sono rimasta scioccata da una situazione che dà l’impressione che ci siano persone rimosse da uno Stato membro dell’Unione europea solo perché appartengono a una minoranza etnica. È una situazione che pensavo l’Europa non avrebbe più dovuto vivere dopo la Seconda guerra mondiale”.

È la seconda volta in meno di una settimana che le istituzioni dell’Unione bacchettano la Francia. Il 9 settembre il parlamento europeo ha votato una risoluzione in cui sollecita Parigi a sospendere le espulsioni dei rom. Un “diktat”, per il ministro Besson, cui la Francia non intende sottomettersi.