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Le difficoltà del viaggio del Papa in Gran Bretagna

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Le difficoltà del viaggio del Papa in Gran Bretagna

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La prima sfida è di carattere simbolico: l’entusiasmo suscitato quasi trent’anni fa da Giovanni Paolo II sembra difficile da ritrovare.

All’epoca, il Pontefice attirò migliaia di cattolici alla messa celebrata a Hyde Park, nel cuore di Londra.

Oggi il clima è cambiato: in Gran Bretagna come altrove, la Chiesa è sotto accusa per come ha gestito i casi di pedofilia che coinvolgono sacerdoti ed educatori.

“Il Papa dice di aver preso sul serio il problema degli abusi sessuali sui minori. Eppure rifiuta di trasmettere alla polizia i dossier del Vaticano. Per questo non vogliamo che sia onorato con una visita di stato”.

Un punto condiviso da una cinquantina di intellettuali britannici che hanno sottoscritto una lettera aperta, pubblicata sul Guardian. Alla Chiesa contestano le posizioni espresse su diritti degli omosessuali, aborto e contraccezione, che avrebbero favorito, tra l’altro, il diffondersi di malattie come l’HIV.

L’arcivescovo della cattedrale di Westminster, Vincent Nicols, getta acqua sul fuoco:

“Le controversie accompagnano sempre le visite del Papa. Dovunque vada, c‘è sempre chi critica la Chiesa. Ma quando arriva, si affaccia il sole, le nuvole si disperdono e la gente è conquistata”.

In Gran Bretagna vivono circa 5 milioni di cattolici. I rapporti tra il Vaticano e la Chiesa Anglicana, segnati da secoli di ostracismo, restano tutt’oggi non sempre sereni.