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Atger: "La Francia viola le leggi europee"

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Atger: "La Francia viola le leggi europee"

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Monta la polemica fra Parigi e Bruxelles sulla famosa circolare che cita esplicitamente i Rom. Anaïs Faure Atger è ricercatrice al Centre for European Policy Studies, specialista di politica interna e giustizia. Buongiorno. Allora, questa polemica nasce da un semplice problema di forma o da una reale violazione delle leggi europee?

“Non si tratta assolutamente di un semplice problema di forma. C‘è una violazione molto chiara del diritto europeo. Innanzi tutto la Commissione in quanto custode dei trattati aveva chiesto spiegazioni ai ministri Lellouche e Besson, che hanno esplicitamente negato l’esistenza di una circolare di questo tipo. Hanno quindi nascosto dei fatti alla Commissione europea. In secondo luogo questa circolare, in questa forma, era discriminatoria, apertamente discriminatoria in quanto si riferiva a una popolazione, e in particolare ai Rom. È quindi una violazione sia della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione sia della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini europei”.

- Il testo cui fa riferimento Bruxelles è un articolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Questo testo ha un valore vincolante?

“Sì, la Carta dei diritti fondamentali ha un valore vincolante da quando è stato adottato il trattato di Lisbona. È quindi vincolante sia per gli stati membri sia per le istituzioni dell’Unione europea e delle sue agenzie”.

- Ma quali azioni legali può avviare l’esecutivo europeo nei confronti di Parigi?

“Come annunciato ieri dal commissario Reding, la Commissione può avviare una procedura d’infrazione, cioè una procedura amministrativa che punta a incoraggiare gli Stati membri a rettificare le loro pratiche. Se così non avviene, può successivamente aprire una procedura di contenzioso, cioè portare la Francia davanti alla Corte di giustizia europea”.

- E in questo caso, la Francia che cosa rischierebbe?

“Una condanna e l’annullamento delle espulsioni che sono state effettuate nell’ambito dell’applicazione di questa circolare”.

- Parigi ha corretto il testo emettendo una nuova circolare dove non si citano più i Rom. Al tempo stesso il segretario di Stato agli affari europei afferma “Non siamo più a scuola”. C‘è una vera lotta di potere intorno a questa vicenda fra le istituzioni europee e uno Stato membro?

“In effetti c‘è una lotta di potere, perché la Francia ritiene di essere l’unica a poter giudicare se sta applicando il diritto comunitario in maniera corretta. Ma non spetta alla Francia decidere da sola se è così, è un ruolo che è affidato dai trattati alla Commissione europea. D’altra parte le lezioni che il signor Lellouche dice di aver ricevuto dalla Commissione europea sono state date anche da altre istituzioni internazionali, come il comitato contro l’eliminazione delle discriminazioni dell’Onu, e anche il Consiglio d’Europa ha condannato la Francia. È quindi necessario che la Francia, se vuole conservare la sua credibilità sulla scena internazionale, cambi radicalmente atteggiamento”.