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Voto strategico? Ombre sulle presidenziali in Bielorussia

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Voto strategico? Ombre sulle presidenziali in Bielorussia

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L’anticipo della data delle elezioni presidenziali fa pensare in Bielorussia a una contromossa di Alexander Lukashenko per restare al potere.

Riconfermato per il terzo mandato nel 2006 con oltre l’80% dei voti, il presidente in carica si trova per la prima volta nell’esigenza di restituire smalto e solidità alla sua finora granitica leadership.

Azzardata politica estera e mancato riconoscimento dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud hanno deteriorato la storica amicizia col Cremlino.

Crepe in un patto di ferro, di recente poi ampliate dalla disputa sul transito del gas, che ha fatto inoltre montare il malcontento della popolazione, per le ripercussioni sulle tariffe.

Orfano del sostegno di Mosca e alle prese con l’esasperazione degli elettori, Lukashenko cercherebbe ora secondo molti di tagliare le gambe all’opposizione.

Qui, in base alla loro interpretazione, affonderebbe la decisione da poco presa dalla Camera bassa di Minsk di anticipare di due mesi il voto, fissandolo al 19 dicembre. Una mossa, sostengono, per impedire agli avversari di organizzarsi e riuscire in uno storico ribaltone.