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Sangue, arena e polemiche alla Fiesta di Tordesillas

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Sangue, arena e polemiche alla Fiesta di Tordesillas

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Quest’anno è toccato a Platanito. Si chiamava così il toro che a Tordesillas, nel centro della Spagna, è stato immolato in nome di una tradizione che ogni volta torna a far discutere.

Già, perché la festa annuale del Toro de la Vega è considerata ancora più cruenta della corrida. Il toro è ucciso a colpi di picca da decine di lancieri a piedi e a cavallo.

“Sono orgoglioso – ha detto il vincitore di quest’ultima edizione – ho rischiato la mia vita e ora è fatta”.

Gli ambientalisti spagnoli hanno scritto al premier Zapatero chiedendo l’abolizione di questo spettacolo di origine medioevale. Ma la materia è di competenza regionale.

Siro Llorente, associazione Anti Bullfighting: “Come ha potuto la regione di Castilla y Leon dichiarare questo evento un’attività di interesse turistico? E’ da qui che nasce la nostra indignazione, ancor più che per la morte del toro”.

L’ultima edizione ha registrato, fra l’altro, una novità storica: la partecipazione di una donna, per la prima volta, tra i cacciatori. Quanto agli spettatori, hanno superato anche quest’anno i trentamila.