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"Processate gli ex golpisti". La Turchia dal "sì" ai fatti

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"Processate gli ex golpisti". La Turchia dal "sì" ai fatti

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“Il Sì non ci basta. Ora vogliamo una nuova Costituzione”. Mentre il paese ancora si interroga e si divide sull’esito del referendum, diverse organizzazioni turche per i diritti umani mirano a voltare definitivamente pagina e si appellano alla riforma appena approvata, per portare in tribunale i responsabili del colpo di stato del 1980.

Grimaldello per l’iniziativa è l’abolizione dell’immunità dei vertici militari, che era prevista dall’articolo 15 della Costituzione.

Ankara è insieme a Istanbul e Smirne una delle città in cui l’associazione Mazlumder ha sfilato davanti alle corti di giustizia. “Siamo qui per lanciare un appello – ha spiegato il presidente Ahmet Faruk Unsal-, affinché siano finalmente processati i responsabili del colpo di stato del 12 settembre. Una macchia nera nella nostra storia politica”.

Nel mirino soprattutto Kenan Evren: ex generale, che gli attivisti richiedono venga accusato di crimini contro l’umanità, insieme ad altri grossi calibri delle forze armate. Oggi novantatreenne, il 12 settembre 1980 Evren era alla guida del golpe che rovesciò il governo del conservatore Suleiman Demirel, sostituendovi una giunta militare.

E’ durante la sua presidenza, proseguita fino al 1989, che la repressione del dissenso portò a torture ed esecuzioni di centinaia di oppositori. Misure poi difese da Evren come necessarie per riportare la pace nel Paese.