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Fuoco libico sul peschereccio italiano. Aperta indagine

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Fuoco libico sul peschereccio italiano. Aperta indagine

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Italia-Libia: amici nemici. Una delle motovedette libiche regalate da Roma spara su un peschereccio di Mazara del Vallo. L’incidente è per fortuna senza conseguenze. Ma la polemica infuria sui frutti dell’accordo Roma-Tripoli per il controllo dell’immigrazione. Sull’episodio indagano ora il Viminale, la procura di Agrigento e anche le autorità libiche.

“Il Comandante Generale della Guardia Costiera libica ha espresso le sue scuse alle autorità italiane per l’accaduto” dice il ministro degli Esteri Franco Frattini.

L’attacco è avvenuto domenica sera, quando il peschereccio ‘Ariete’ con a bordo 10 persone si trovava nel Golfo della Sirte, a una trentina di miglia da Al Zawara. Acque che Tripoli continua a considerare di sua esclusiva competenza a dispetto di quanto stabilito dal diritto internazionale.

“Credo davvero che questa è la parte oscura, evidentemente previsibile, che abbiamo denunciato che sta appunto alla base di questo sciagurato, sciaguratissimo accordo” dice Emma Bonino.

Sei gli agenti della Guardia di Finanza italiana a bordo dell’imbarcazione libica e non uno come inizialmente comunicato dal Corpo. Militari che hanno un ruolo di osservatori e consulenti.