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"Un passo verso l'Europa". Coro di approvazioni al "sì" turco

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"Un passo verso l'Europa". Coro di approvazioni al "sì" turco

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Divide in patria, mette d’accordo all’estero. Accolta con favore da Bruxelles e cancellerie europee “, la vittoria del “sì” al referendum costituzionale continua a spaccare la Turchia. Un 58% che per la maggioranza islamico-moderata del premier Erdogan assume il valore di schiaffo ai militari laici e trampolino in vista delle legislative del 2011.

“Credo che questo risultato spiani la strada a sviluppi positivi – commenta un cittadino a Istanbul -. Positivi per i lavoratori e per il futuro di tutti noi. Non posso che sperare il meglio”.

Opposto il parere dell’altra Turchia: fra il 42% dei “no” a dominare è la paura di un assoggettamento della magistratura al potere politico.

“Non credo affatto sia un buon risultato – il parere di un altro cittadino turco -. Il mio timore è che si stia andando incontro alla dittatura”.

“Un positivo passo verso l’Unione” il giudizio espresso a più voci dalle istituzioni europee. Valutazione ribadita in Germania dal ministro degli esteri Guido Westerwelle.

“Salutiamo con favore il risultato del referendum costituzionale in Turchia – il commento a caldo, rilasciato alle telecamere -. Un segno che il Paese è determinato a proseguire nel suo cammino di riforme e che è sempre più orientato verso l’Europa”.

Processare i vertici militari responsabili del golpe di trent’anni fa, la richiesta intanto già avanzata da due associazioni, sulla base di uno degli articoli riformati.