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Macerie. Ecco quel che resta ad Haiti, nove mesi dopo il terremoto del 12 gennaio. Secondo le stime, da allora soltanto il 2 per cento dei resti degli edifici crollati che occupano le strade di Port-au-Prince è stato rimosso.
 
La colpa non è solo della mancanza di mezzi adeguati, come spiega una responsabile della missione Usaid: “Rimuovere le macerie è un processo più complicato di quanto non si possa pensare. Primo. bisogna individuare il sito, sapere chi è il proprietario, non si possono buttare macerie e basta, bisogna sapere a chi appartengono, e cosa intenda fare il proprietario”.
 
Per le strade dell’isola dove sono morte più di 250 mila persone ci sono ancora 25 milioni di metri cubi di detriti da rimuovere. E una montagna di problemi da risolvere: i pesanti macchinari che arrivano via mare si muovono con estrema difficoltà sul terreno devastato dell’isola. E la ricostruzione resta un miraggio finché le strade non saranno sgomberate.

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