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Egemen Bağış: elettori credono nell'Ue e in riforme

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Egemen Bağış: elettori credono nell'Ue e in riforme

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La Turchia si è avvicinata all’Europa. Ad Ankara e a Bruxelles, l’esito del referendum di domenica viene letto allo stesso modo.
 
La vittoria del si è considerata un passo verso una democrazia più matura e più capace di rispettare i diritti dei propri cittadini.
 
Ma l’Unione invita il governo turco a concertare le riforme costituzionali, per evitare il rischio di esasperare divisioni potenzialmente esplosive.

Ci colleghiamo con Ankara per parlare del referendum costituzionale in Turchia. Egemen Bağış è ministro degli Esteri e negoziatore capo presso l’Unione europea per l’adesione della Turchia.

euronews:
Ministro Bağış, come interpreta l’esito di questo referendum? Che cosa cambierà in Turchia?

Egemen Bağış:
Questo referendum ha davvero mostrato fino a che punto i turchi credano in una democrazia esigente, ai diritti umani e all’economia di mercato. E’ la Turchia che esce vincente da questo referendum, non i partiti politici. Sono i cittadini della Repubblica turca che hanno vinto. Dopo questa tappa, continueremo sulla via delle riforme e compiremo i passi necessari affinché la Turchia risponda ai criteri europei, affinché il popolo turco abbia una qualità di vita elevata.

euronews:
Il 42% degli elettori si è pronunciato contro le riforme costituzionali che avete presentato. E’ una percentuale importante. Come risponderete alle inquietudini di questa fetta della popolazione?

Bağış:
Rispettiamo allo stesso modo chi ha votato a favore, chi ha votato contro e chi si è astenuto. Rispettiamo tutti i cittadini. Cerchiamo di capire i messaggi che i diversi campi hanno lanciato. Il fatto che il 42% degli elettori abbia votato contro è dovuto non tanto al contenuto della riforma, quanto piuttosto alla disinformazione. Quando le riforme saranno realizzate, i cittadini vedranno aumentare la loro libertà individuale; si accorgeranno che la democrazia avrà fondamenta più solide. Quando saranno compiuti passi come la creazione del Mediatore istituzionale, vedranno che queste riforme faranno progredire rapidamente la Turchia. Siamo convinti che allora il sostegno dei cittadini per le riforme aumenterà ulteriormente.

euronews:
Queste riforme costituzionali impartiranno un’accelerazione ai negoziati con l’Unione europea che finora sono andati a rilento? Da un po’ di tempo a questa parte, Bruxelles non smette di ripetere che ci sono problemi con le riforme da realizzare…

Bağış:
Non mi sembra che ci siano dei rallentamenti nelle riforme effettuate in Turchia. Ma nessun candidato all’adesione ha incontrato le nostre difficoltà nel corso di questi negoziati… Nessun paese si è visto congelare più della metà dei capitoli negoziali per ragioni politiche che niente hanno a che fare con il loro contenuto. Penso che la determinazione mostrata dal popolo turco in questo referendum sarà notata negli ambienti europei, specie dai politici che vogliono rallentare il processo di adesione del nostro paese. Il 12 settembre 2010 segnerà uno storico punto di svolta nel processo negoziale. Così come Spagna, Grecia e Portogallo hanno visto accelerare il loro cammino verso l’Unione dopo l’adozione di una costituzione civile, credo che, se l’Europa non applicherà due pesi e due misure, il messaggio forte e chiaro inviato ieri dal popolo turco segnerà una svolta anche per il processo di adesione della Turchia.
Stando ai sondaggi sull’Unione europea realizzati in Turchia, il 60% dell’opinione pubblica è favorevole all’adesione. E questo ha avuto un riflesso sul sostegno alla riforma costituzionale. E’ la prova che in Turchia la grande maggioranza della popolazione sostiene il processo di adesione all’Unione europea e crede in questo pacchetto di riforme.