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Colonie al centro del nuovo incontro israelo-palestinese

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Colonie al centro del nuovo incontro israelo-palestinese

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Secondo appuntamento del nuovo round di negoziati israelo-palestinesi, questo martedì a Sharm El Sheikh, in Egitto, dopo la ripresa delle trattative il 2 settembre a Washington.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas tornano ad incontrarsi alla presenza del segretario di stato americano Hillary Clinton, per affrontare soprattutto la questione del congelamento delle colonie. Ma Netanyahu ha già fatto sapere che dopo la sospensione decretata fino al 26 settembre, la costruzione degli insediamenti israeliani nei Territori Occupati riprenderà.

Sulla decisione pesano le pressioni dei coloni. Uno di loro commenta: “Se il premier Netanyahu e il suo governo decidono di ritardare o indebolire questa “cortina di ferro” che stiamo costruendo sulla catena montuosa di Giudea e Samaria, significa che non rappresentano più l’opinione pubblica e quindi che questo governo è illegittimo.”

La Casa Bianca ha raccomandato a Israele di prorogare lo stop alle colonie e se Netanyahu non ne terrà conto, i palestinesi potrebbero ritirarsi dai negoziati.

“Questa dichiarazione di Netanyahu – osserva un cittadino di Ramallah – nuoce alle trattative, che dipendono, in primo luogo, dallo stop alla colonizzazione. Man mano che crescono gli insediamenti, si allarga il fossato tra noi e gli israeliani.”

I colloqui di pace non influiscono sulla Striscia di Gaza, controllata da Hamas, che non partecipa ai negoziati, e dove gli attacchi israeliani hanno provocato nuove vittime.