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Referendum Turchia, i commenti di alcuni votanti

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Referendum Turchia, i commenti di alcuni votanti

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Alle urne, in Turchia, anche il premier Recep Tayyip Erdogan per il referendum sulla controversa riforma costituzionale sostenuta dal suo partito Akp. Una serie di emendamenti necessari, secondo il governo islamico moderato, per rendere più democratico il Paese e avvicinarlo all’Europa. Per l’opposizione laica che li osteggia, invece, sono volti ad accrescere il potere dell’esecutivo sui giudici e sulle prerogative dei militari.

Oltre 49 milioni gli elettori chiamati a esprimersi sulla riforma del testo varato dagli autori del colpo di stato militare di trent’anni fa.

“Sono venuto questa mattina – afferma un turco – e ho votato senza problemi. Per la democratizzazione del Paese, il risultato dovrebbe essere un ‘sì’. La Turchia sarà più prospera e più trasparente. Sono venuto a votare con queste aspettative”.

“Non garantire l’indipendenza della magistratura è una grande minaccia nei paesi democratici” commenta una residente di Ankara. “Ecco perché ho scelto il ‘no’, soprattutto per l’indipendenza del sistema giudiziario”.

L’eventuale vittoria del ‘sì’ cambierebbe, tra i vari aspetti, la struttura della Corte Costituzionale, con 14 giudici – su 17 – di nomina presidenziale. Consentirebbe inoltre ai tribunali civili di processare i militari.