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Turchia: vigilia del referendum

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Turchia: vigilia del referendum

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Sono stati molti i turchi residenti all’estero che hanno colto la possibilità di votare in 25 aeroporti del Paese fino ad oggi. Domani toccherà al resto dei cittadini dire sì o no al referendum per la riforma della Costituzione. In questi giorni festivi di fine Ramadan, c‘è chi ha rinunciato alla vacanza per esercitare il proprio diritto al voto e chi è arrivato apposta.

“Questo referendum – dice un elettore arrivato dall’Albania – è un passo cruciale verso la democratizzazione della Turchia. Sono venuto qui con la mia famiglia e darò il mio voto.”
“Saremmo potuti partire per una vacanza, ma sono rimasta per il referendum – racconta una signora -. E’ più importante di una vacanza, per me.”

La consultazione è considerata anche un test per il governo, che sostiene la riforma e la definisce necessaria per adeguare il Paese agli standard richiesti per l’adesione all’Unione Europea. Secondo il partito del premier Erdogan, è urgente modificare la Costituzione, che fu approvata all’inizio degli anni Ottanta, in seguito al colpo di Stato.

Per le opposizioni, invece, la riforma sarebbe tesa a limitare il potere della magistratura e delle forze armate, istituzioni considerate garanti della laicità dello Stato.