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La Turchia si prepara al referendum, la battaglia si annuncia serrata

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La Turchia si prepara al referendum, la battaglia si annuncia serrata

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Ultimo momento della campagna elettorale del premier turco a favore del referendum. Il voto di domenica misurerà anche la popolarità di Erdogan e dell’AKP.

Il primo ministro a Istanbul ha promosso il sì alla riforma della Costituzione, appoggiata in pratica solo dal suo partito moderato islamico al potere da otto anni.

Un referendum che polarizza la società turca e su cui peserà l’incertezza di molti elettori; la battaglia tra il sì e il no si annuncia dunque serrata.

Erdogan sostiene che la riforma avvicinerà la Turchia all’Europa e democratizzerà il Paese, cambiando la Costituzione scritta 30 anni fa dopo il golpe militare.

Per la prima volta i tribunali civili potranno processare i membri delle forze armate. E’ una delle modifiche contestate dai sostenitori del no, in prima linea il CHP, il partito repubblicano del popolo. Accusano Erdogan di attaccare le istituzioni laiche dello Stato e di voler porre la magistratura sotto il controllo della politica.

A Bursa, non lontano da Istanbul, un ultranazionalista ha aggredito Akin Birdal, deputato di un partito filo-curdo che esortava a boicottare il voto durante un comizio.

L’uomo è stato poi attaccato dai sostenitori del partito della Pace e della Democrazia. La folla ha lanciato pietre contro i poliziotti accusandoli di non aver protetto Birdal. I curdi ritengono che la riforma non migliori la loro situazione.