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La Turchia si prepara al referendum, banco di prova per il governo

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La Turchia si prepara al referendum, banco di prova per il governo

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Un banco di prova per l’attuale governo, in vista delle politiche dell’anno prossimo. La Turchia si prepara al referendum di domenica sulla riforma della costituzione, in vigore dal 1982 dopo il colpo di Stato.

L’esito è incerto: secondo gli ultimi sondaggi il sì è in testa di un soffio. Ad appoggiare la riforma in pratica è solo l’AKP, il partito islamico moderato al potere dal 2002.

Gli emendamenti toccano questioni sensibili come la giustizia e l’esercito, che si considera il difensore dello Stato laico. Per la prima volta i tribunali civili potranno processare i membri delle forze armate.

Una riforma per avvicinarsi all’Europa per l’AKP, che minaccia il principio di separazione dei poteri per l’opposizione.

“Voterò sì, per la democrazia, per lo sviluppo dei diritti umani e per conformarci alle leggi europee. Ma soprattutto dirò sì al nuovo sistema giudiziario sui cui potrà contare il nostro Paese”, dice un residente di Istanbul.

“Molte persone sostengono che questi articoli sono inadeguati. Se ci devono essere modifiche alla Costituzione queste devono essere globali”, afferma un’altra abitante di Istanbul. “Questo pacchetto invece si è trasformato nella costituzione personale di Tayyip Erdogan. Stanno cercando di creare la loro costituzione”.

Contrari alla riforma il partito repubblicano del Popolo, CHP, e il partito dell’azione nazionalista, MHP, secondo i quali il premier Erdogan vuole mettere la magistratura sotto il controllo della politica.

Tra gli emendamenti c‘è infatti l’aumento del numero dei giudici della Corte Costituzionale e del consiglio superiore della magistratura, nominati in parte dal presidente della Repubblica e dal parlamento.