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Islam in collera per la minaccia di rogo del corano

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Islam in collera per la minaccia di rogo del corano

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La minaccia di bruciare il Corano, domani, 11 settembre, sembra rientrata ma la collera nel mondo islamico non si placa.

In Afghanistan, almeno cinque province sono in piazza. E c‘è già un morto. Le violenze potrebbero causare un rinvio delle elezioni di sabato 18, avverte l’Onu.

Disertate le urne, invitano intanto i taleban. E c‘è chi li ascolta: “I candidati hanno affisso i loro manifesti sui muri”, dice un afghano,“ma noi non andremo a a votare. Le elezioni non si faranno finché l’America non ci ascolterà”.

La cerimonia del rogo non deve avere luogo per nessun motivo, avvisa il presidente Karzai: “Il corano è il cuore e la mente del miliardo e mezzo di musulmani ma l’affronto al libro sacro è un’umiliazione per tutto il popolo”

Il pastore protestante,invece, di fedeli ne ha solo una cinquantina. Ma con la sua minaccia ha invaso il palcoscenico mondiale.

Alla base, un ricatto: il rogo non ci sarà se la Moschea progettata a Ground zero sarà costruita altrove.

“Incontrerò l’Imam sabato”, ha detto Terry Jones, “E se l’incontro avverrà non brucerò il corano”.

Ma gli sponsor del centro culturale islamico, che dovrebbe sorgere a due strade dal luogo dell’attentato, non intendono cambiare i loro piani, approvati dal sindaco repubblicano di New York.