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"Evet" o "Hayir"? Turchia spaccata dal referendum

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"Evet" o "Hayir"? Turchia spaccata dal referendum

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Un passo verso la democrazia e l’Europa o una mossa per sottomettere il potere giudiziario al giogo della politica? La Turchia spaccata in vista del referendum costituzionale di domenica. Una lotta all’ultimo voto fra Evet e Hayir, sì e no, che rispecchia entità e complessità della posta in palio.

Un pacchetto di riforme in 26 punti, a cui le elezioni del prossimo anno conferiscono il valore di test elettorale per la maggioranza del premier Erdogan: sponsor numero uno di quello che, sostiene, sarebbe un avvicinamento all’Europa della democrazia e dei diritti.

L’opposizione laica punta invece il dito contro le prospettate rivoluzioni del sistema giudiziario. Nel mirino soprattutto la nomina presidenziale di quattordici dei diciassette membri della Corte costituzionale: provvedimento accusato di minare l’indipendenza della stessa Corte.

Voltare pagina dopo l’ultimo golpe militare del 1980, il dichiarato intento con cui l’attuale costituzione turca entra in vigore 28 anni fa.

Orrori a cui Ankara dedica non a caso un museo, proprio in pieno braccio di ferro referendario tra la maggioranza politica di ispirazione islamica e i vertici militari, ormai considerati guardiani della laicità dello Stato.