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Compleanno sotto terra. Festa amara per i minatori in Cile

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Compleanno sotto terra. Festa amara per i minatori in Cile

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Dopo il calcio in televisione, i primi compleanni da festeggiare. Nelle profondità della miniera cilena di San José si cerca di distrarsi e tenere alto il morale.

Carmen Baeza è la moglie di Juan Lllanes, il primo dei 33 minatori intrappolati da oltre un mese, a soffiare sulle candeline. Cinquantadue, per una ricorrenza dal sapore tuttavia decisamente agrodolce.

“Quest’anno sarà diverso – dice – perché viste le circostanze, lui si trova più lontano che mai. Io e tutta la famiglia gli mandiamo però tanta forza e tanto amore. Deve sapere che lo sosterremo fino alla fine”.

Carta e penna per scriverle, il regalo che ha inviato al marito. Un modo per tenersi in contatto, ma soprattutto per tutelare il bene, per entrambi al momento più importante: il morale.

“Triste non sono – dice ancora Carmen -. Anche perché altrimenti, rischierei di influenzarlo negativamente. Resto tranquilla perché so che è forte, e che tutto finirà presto”.

Convinzione, alimentata nei compagni di Juan anche dai progressi nelle operazioni di soccorso. Mentre dal primo condotto continuano ad affluire le scorte, forse al via già tra 10 giorni lo scavo del secondo pozzo d’emergenza. “Piano C” che vorrebbe regalare a tutti un ritorno a casa entro Natale.