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Londra resta a piedi. Sciopero contro i tagli alla metropolitana

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Londra resta a piedi. Sciopero contro i tagli alla metropolitana

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Motivazioni diverse, comune destino: nel giorno in cui Parigi si ferma contro la riforma delle pensioni, il primo di una serie di scioperi della metropolitana lascia a piedi anche Londra.

Milioni i pendolari colpiti dallo stop di ventiquattro ore, indetto per protestare contro il licenziamento di ottocento dipendenti delle biglietterie, conseguente alle politiche di rigore adottate anche dall’amministrazione della città.

“Penso che considerando la situazione finanziaria in cui ci troviamo – ha detto il sindaco Boris Johnson -, la gente comprenderà la assoluta necessità di importanti riforme alle biglietterie, che ci consentano di ottenere un significativo risparmio”.

In alternativa al bus e a lunghe passeggiate, in molti hanno ripiegato sulle biciclette: del 60% rispetto alla media, l’impennata nell’uso di quelle pubbliche, resa nota a metà giornata.

“Di solito impiego una decina di minuti – commenta un cittadino -. Oggi un’ora. Ma va bene così. E’ più sano e sicuro”.

Potenziati, insieme ai trasporti di superficie, anche quelli sul Tamigi: diecimila i posti in più, che non bastano però a cancellare effetti e seguito della protesta. Contro ulteriori tagli stimati intorno al 25% del budget, i sindacati della metropolitana londinese hanno già annunciato altre tre giornate di sciopero.