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Iran: settmana cruciale per la sorte di Sakineh

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Iran: settmana cruciale per la sorte di Sakineh

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Mobilitazione generale per salvare Sakineh Mohammedi Ashtiani dalla lapidazione. All’opera anche la diplomazia vaticana.

Per il figlio, potrebbe accadere già alla fine della settimana e del ramadan.

Nessuna decisione è stata presa ancora, rassicura l’Italia che insieme all’Europa dialoga con Teheran e chiede clemenza per la donna:

“Facciamo un appello alle autorità iraniane”, ha detto il presidente del parlamento europeo Jerzy Buzek, “perché rivedano il caso in modo positivo. Ribadiamo che il Parlamento europeo è contro la pena di morte”.

Ore cruciali dunque per la sorte di Sakineh, da settimane senza contatti con famiglia e difensori. Il suo ex avvocato in esilio rilancia l’allarme anche da Parigi.

“È una pena e un atto insopportabile, persino da immaginare, è il colmo della barbarie e un ritorno al Medio Evo”, commenta il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, “Intendo occuparmene di persona e sono pronto a tutto per cercare di salvarla. Se è necessario andare a Teheran, andrò a Teheran”.

La donna, 43 anni, è stata condannata a morte nel 2006 per adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Una condanna che ha scatenato manifestazioni e vive proteste a livello internazionale.