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Economia e Rom, il primo "Stato dell'Unione" di Barroso

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Economia e Rom, il primo "Stato dell'Unione" di Barroso

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Una critica indiretta alla Francia per la questione Rom, un messaggio di ottimismo per l’economia dei Ventisette. Josè Manuel Durao Barroso ha tenuto il suo primo discorso sullo “Stato dell’Unione”, procedura introdotta dal Trattato di Lisbona. Davanti al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, il Presidente della Commissione europea ha detto che la ripresa economica quest’anno sarà più elevata rispetto alle previsioni, ma occore tenere duro: “Questo è il momento della verità per l’Europa – ha detto -. L’Europa deve dimostrare di essere qualcosa di più che non 27 diverse soluzioni nazionali. O si nuota insieme, o si affonda separatamente. Avremo successo solo se pensiamo europeo”.

Barroso ha annunciato, per l’autunno, una serie di proposte concrete da parte della Commissione per tassare le attività finanziarie. In Europea non c‘è posto per razzismo e xenofobia, ha poi affermato Barroso, in riferimento alla questione dei Rom. A fargli eco, gli eurodeputati, a partire da Guy Verhofstadt, presidente del Gruppo Parlamentare dei Liberali e Democratici per l’Europa: “I Rom sono cittadini europei – ha detto -. Cittadini in tutto e per tutto. Non potremo mai accettare che i loro diritti siano violati, mai in un mondo così incerto. L’Europa deve rimanere un continente di libertà, tolleranza, e giustizia”.

E in questa prima non sono mancate nemmeno le polemiche, con alcuni deputati che hanno protestato contro il controllo delle presenze in occasione del discorso di Barroso.