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Bossi rilancia sul voto anticipato

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Bossi rilancia sul voto anticipato

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Al Quirinale, finora, non è giunta alcuna richiesta ufficiale di incontro. Ma l’intenzione del premier Silvio Berlusconi è quella di recarsi dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano per chiedere di sollecitare le dimissioni di Gianfranco Fini. Una decisione maturata nell’incontro ad Arcore tra il premier e Umberto Bossi, che ha preceduto quello a palazzo Grazioli del Pdl, convocato per fare il punto, alla luce del discorso di Fini a Mirabello di domenica.

Durante il quale il Presidente della Camera, co-fondatore del PDL ha dato lo slancio a Futuro e Libertà, in quello che alcuni commentatori considerano un assaggio di campagna elettorale. Una mossa sgradita al PDL: “Il Presidente della Camera è innazitutto un arbitro – dice Gaetano Quagliarello del Popolo della Libertà -. È accaduto, però, che l’arbitro si è messo la maglietta, è sceso in campo e addirittura si è messo a giocare contro la sua squadra di provenienza”.

Il Presidente della Repubblica, sottolineano alcuni costituzionalisti, di fatto, non ha il potere di togliere l’incarico al Presidente della Camera. L’opposizione incalza: “È evidente che siamo di fronte ad un nuovo sgarbo istituzionale – dice Alessandro Maran, del Partito Democratico -. Non si è mai visto che il Presidente del Consiglio vada con un Ministro della Repubblica dal Capo dello Stato per cercare di cacciare il Presidente della Camera”.

Fini non è super partes, quindi deve dimettersi, sostengono Berlusconi e Bossi. Con il leader della Lega Nord che rilancia sul voto anticipato. A novembre.